Quando non basta più essere presenza,
quando il gesto supera il movimento,
il corpo diventa racconto.
Porta in sé l’origine, la ferita, il desiderio,
assume la forma dell’archetipo
e la memoria del destino.
Animale, umano, divino si sfiorano.
La materia non descrive: invoca.
Ogni figura è una soglia,
ogni forma un passaggio
tra ciò che siamo
e ciò che immaginiamo.
Nel mito il corpo non rappresenta:
ricorda.